Stefano Rubbino pubblica “Letargo”, il nuovo singolo tra dolore e incomunicabilità



E' disponibile in radio e in digitale “Letargo”, il nuovo singolo del cantautore palermitano Stefano Rubbino, pubblicato da Bluebelldisc Music. La canzone, che sarà accompagnata dal videoclip in uscita poco dopo, racconta il dolore e la rassegnazione provocati dalla conclusione di un rapporto segnato dalla stanchezza emotiva, dalla distanza e dall’incomunicabilità. Attraverso la metafora della “larva in letargo”, descrive la paralisi di un legame ormai logorato e il desiderio contrastante di fuggire, pur conservando un ultimo vincolo viscerale.

«“Letargo” nasce innanzitutto dal mio desiderio di produrre un progetto musicale caratterizzato dall’uso esclusivo di strumenti suonati, senza l’aiuto del digitale. Suonare insieme - racconta il cantautore - in fase di registrazione è stata un’esperienza unica, che si allontana quindi dalle mie precedenti produzioni che vertevano prevalentemente sull’elettronica. La tematica del brano lascia presagire un barlume di speranza rispetto a una relazione tossica, a differenza del concept del precedente EP».

“Letargo” è scritto da Stefano Rubbino, che ne firma la composizione insieme ad Antonio Caruso e Andrea Tascone, in arte “Noi tutti”. Il singolo è pubblicato da Bluebelldisc Music, che ne cura anche le edizioni musicali.

Nel videoclip di “Letargo” una partita di tennis diventa il racconto di una sfida con te stesso. Come è nata questa idea e perché avete scelto proprio il tennis?

L’idea è nata dalla mente di Cristiano Giamporcaro. Volevamo raccontare come io riesca a stare in bilico tra diverse personalità e, per rappresentare questa dinamica, il tennis ci è sembrato sicuramente lo sport più adatto.

In campo, tra il pubblico e nel ruolo dell’arbitro, compaiono diversi tuoi “cloni”. Che cosa rappresentano e come si legano al significato della canzone?

Nel videoclip c’è uno Stefano che abbiamo chiamato “Stefano Cool”, una parte di me. Dall’altro lato c’è lo Stefano normale, più sobrio e più incline ad abbattersi facilmente. L’arbitro sono sempre io, che osservo le due versioni di me stesso e devo scegliere chi voglio essere. Il pubblico, invece, rappresenta semplicemente me stesso: inizialmente fa il tifo per Stefano Cool, ma alla fine decide di sostenere lo Stefano normale e di abbracciare l’equilibrio.

Il video alterna tensione e ironia, fino all’apparizione di un lecca-lecca gigante. Come avete costruito questo equilibrio e che significato ha quel gesto finale?

Sembrava un’idea folle, eppure più giravamo, più ci rendevamo conto che stava funzionando. Il lecca-lecca rappresenta la parte fanciullesca che è in me, quella che mi aiuta a sconfiggere il “super cattivo”.

Com’è stato interpretare tanti ruoli diversi nello stesso videoclip? Qual è stata la scena più impegnativa o divertente da girare?

È stato stancante, ma anche molto divertente. Mi sono cambiato un’innumerevole quantità di volte per interpretare i vari personaggi. La scena più divertente è stata sicuramente quella in cui mi lanciavano le palline per colpirmi e farmi accasciare. Me ne avranno tirate addosso almeno un centinaio!

 Il videoclip è dedicato al regista Giamporcaro. Che cosa vorresti raccontare del vostro rapporto e del suo contributo a questo progetto?

Cristiano era una persona dalla sensibilità unica e dalla mente davvero geniale. Parlare semplicemente di contributo sarebbe riduttivo: senza di lui, tutto questo progetto non esisterebbe.

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