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'No Hook', il brano che rifiuta deliberatamente l’elemento più richiesto dal mercato contemporaneo: il gancio

"No Hook" di Elegio e il rap che smette di voler piacere per iniziare a scalfire Sottrarre, comprimere, rifiutare. Da questa triad...

venerdì 20 febbraio 2026

'No Hook', il brano che rifiuta deliberatamente l’elemento più richiesto dal mercato contemporaneo: il gancio


"No Hook" di Elegio e il rap che smette di voler piacere per iniziare a scalfire

Sottrarre, comprimere, rifiutare. Da questa triade nasce "No Hook", il nuovo singolo di Elegio per Starlight Records con distribuzione The Orchard: un brano che rifiuta deliberatamente l’elemento più richiesto dal mercato contemporaneo, il gancio. Il brano si può ascoltare su Spotify dal seguente link https://9uck1.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13EYP3WsqQTGLloXQb/C8JTXEF_NzNF

In una scena musicale dominata da ritornelli immediati e strutture pensate per trattenere l’ascolto, l’artista olbiese — che con il precedente progetto "Overthinking" ha tracciato una linea di demarcazione importando le sonorità della Baton Rouge — sceglie ora di radicalizzare il proprio linguaggio con una traccia che abdica a ogni funzione d'uso, disattendendo la geometria del pop e i codici del gradimento istantaneo: nessun ritornello, nessun punto di appiglio, nessuna concessione alla memorizzabilità come valore in sé.

"No Hook" non accompagna l’ascoltatore, non lo guida e non lo compiace. Avanza come un flusso continuo, privo di momenti di decompressione, articolato su una sovrapposizione di immagini che non prevedono una risoluzione ordinata, né un punto di approdo. In tal senso, l’assenza dell’hook esplicita la scelta consapevole di sottrarre ciò che ormai viene dato per scontato, riaffermando un controllo autoriale sulla forma.

«"No Hook" – spiega Elegio - nasce dal bisogno di togliere, non di aggiungere. Volevo un pezzo che non avesse un punto in cui fermarsi o sentirsi al sicuro: senza ritornello, senza appigli, senza una direzione rassicurante. È un flusso che rimane inquieto, teso, dall’inizio alla fine, come certi pensieri che non si risolvono e non chiedono di essere spiegati».

Co-prodotto con Kidd Reo, il brano fonde trap e suggestioni Louisiane, mantenendo quella grammatica sonora già introdotta nei precedenti lavori: minimale, spigolosa, non conciliativa. Il sound non viene rifinito per scivolare via nell’ascolto distratto addomesticato a una fruizione passiva, ma tenuto grezzo, coerente con un testo crudo e diretto, che si colloca agli antipodi delle narrazioni edificanti. L’assenza di un centro di gravità melodico permette a Elegio di spingere sull'acceleratore tecnico, alternando la metrica sporca della Baton Rouge a incursioni in extrabeat che frantumano ulteriormente il ritmo, rendendo la traccia un corpo a corpo serrato tra voce e produzione.

Anche sul piano simbolico, "No Hook" si allontana da ogni forma di redenzione. L’immaginario del successo non è raccontato come ascesa lineare, ma come attrito costante: Panda e Cadillac convivono senza trasformarsi in parabola, l’ambizione non diventa riscatto, il rollercoaster di emozioni, pensieri e sentimenti non trova una tregua e la collisione tra logica e istinto non cerca una sintesi. Non c’è nessuna catarsi, nessuna morale finale. Nessun traguardo da celebrare. Solo un presente che si stratifica, ossessivo e circolare.

La scelta linguistica, priva di filtri, non è pensata per scioccare, ma per impedire l’identificazione facile. Il linguaggio non è un fine, ma uno strumento di disturbo, un’interferenza volta a sabotare la fruizione passiva per spingere l'ascoltatore a un confronto frontale con il testo.

Con "No Hook", Elegio prosegue un percorso che rifiuta la normalizzazione formale e simbolica tipica dagli standard contemporanei, scegliendo di pubblicare un singolo che non chiede di piacere, ma di essere attraversato. Un’operazione che sposta l’attenzione dalla ricerca del gancio perfetto al disincanto del racconto.

Per quel che riguarda Elegio, all’anagrafe Gioele Cossu, è un rapper italiano nato a Olbia nel 2006. Cresce immerso nel rap e nel R&B americano, prende lezioni di pianoforte e inizia a incidere i primi brani in studio con il produttore Kidd Reo, con cui fonda il collettivo YVL. Debutta nel 2023 sulle piattaforme digitali con diversi singoli e dopo un periodo di pausa strategica, nel 2025, torna con "Sotto Shock" e "Overthinking", consolidando un’identità precisa: l’importazione consapevole del sound Baton Rouge in Italia, come scelta narrativa e non imitativa.

Il Canzoniere: 'Storie brevi' di Annalisa con Tananai


Parliamo oggi del brano dal titolo "Storie brevi" e cantato da Annalisa con Tananai. Il brano, uscito il 15 giugno del 2024, è stato scritto da due artisti insieme a Paolo Antonacci e Davide Simonetta, già autori di "Tango".

Per quel che riguarda la canzone, mescola amore e malinconia in un andamento incalzante e ritmato che fa ballare e che rimane in testa già dal primo ascolto.

STORIE BREVI (Annalisa e Tananai)

Sembra l'agosto del '96
Questa mattina tutti sanno che love is in the air
E tu sei un po' finto borghese, ma comunque ci capiamo
Ed è rarissimo per me, rarissimo

Mi fai mancare l'aria
Quando mi rispondi
Mi fai saltare in aria
Come gli ecomostri
In fondo, perché no?
Potrebbe farci male un tot
È vero che in ta-, ta-ta-ta-ta
Tanti hanno il cuore di plastica

Ma gli altri, tutte storie brevi
Tutte storie brevi, tutte storie brevi
Tutti sono al mare e noi no
Abbiamo troppe cose in ballo
You got me feeling strano
Voliamo piano piano
Nel blu come i tuoi Levi's
Noi due gatti neri
Tuttе storie brevi, le altrе

Va', che bella luna Hollywoodiana
Io e te, quattro mura, una persiana chiusa
Chi ci ammazza?
Qualche dipendenza che ci manca, assaggia

In fondo, perché no?
Potrebbe farci male un tot
È vero che in ta-, ta-ta-ta-ta
Tanti hanno il cuore di plastica

Ma gli altri, tutte storie brevi
Tutte storie brevi, tutte storie brevi
Tutti sono al mare e noi no
Abbiamo troppe cose in ballo
You got me feeling strano
Voliamo piano piano
Nel blu come i tuoi Levi's
Noi due gatti neri
Tutte storie brevi, le altre

Sarà che questo mare mi agitava e
I've been missing you
E lo stesso te
Finiranno, sono tutte storie brevi le altre
You got me feeling strano
Voliamo piano piano
Nel blu come i tuoi Levi's
Noi due gatti neri
Tutte storie brevi, le altre



Sebba, il nuovo singolo 'Sottopelle' da venerdì 20 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica


Novità nel panorama musicale nazionale: da venerdì 20 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica "Sottopelle", il nuovo singolo di Sebba, estratto dall’omonimo disco d’esordio già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 13 febbraio.

"Sottopelle" è un brano che racconta una relazione vissuta nell’ombra, intensa e irrisolta, che esiste solo nell’urgenza del presente. Tra desiderio e paura, controllo e abbandono, il corpo diventa il luogo di un legame che domina i sensi e scavalca la razionalità. È una confessione lucida e vulnerabile sulla dipendenza emotiva, un’intimità che cura e ferisce allo stesso tempo, lasciando tracce profonde anche nel silenzio.

Spiega l'artista a proposito del nuovo singolo: "Sottopelle è una canzone che nasce da un momento di totale esposizione emotiva. L’ho scritta pensando a quelle relazioni che non fanno rumore fuori, ma dentro occupano tutto lo spazio possibile. Durante la scrittura mi sono reso conto che non stavo raccontando una storia finita, ma una dipendenza emotiva ancora viva, qualcosa che resta addosso anche quando provi a liberartene. In studio ho voluto che tutto suonasse fisico e trattenuto allo stesso tempo: la voce molto vicina, quasi sussurrata, e il ritmo che batte come un cuore che non trova pace. Sottopelle rappresenta perfettamente il mio progetto perché parla di controllo, desiderio e fragilità senza filtri: non c’è giudizio, solo la consapevolezza di quanto certi legami riescano a restare sotto la pelle, anche quando sai che dovresti lasciarli andare".

Il videoclip di "Sottopelle" si sviluppa in un’atmosfera notturna e sospesa, ambientata ai laghi di Ganzirri a Messina. La scena centrale vede il protagonista cantare sotto un lampione solitario, unico punto di luce in uno spazio dominato dal silenzio e dall’attesa.

Intorno a questa immagine si alternano momenti più intimi: la guida notturna, vissuta come uno spazio mentale segnato dall’attesa di un messaggio, e le camminate lungo la riva del lago, tra canto e silenzio. Il video costruisce così un racconto essenziale e coerente con il brano, fatto di luci isolate, movimenti lenti e un legame che continua a esistere, sottopelle.

L'album "Sottopelle", già disponibile in digitale dal 13 febbraio 2026, è un lavoro pop intimo e contemporaneo che fonde cantautorato italiano, elettronica e suggestioni R&B. Le tracce raccontano relazioni intense, fragilità emotive e desideri trattenuti, muovendosi tra atmosfere scure e melodie dirette.

"Con Sottopelle ho voluto raccontare ciò che resta quando abbassi le difese. È un disco che parla di emozioni non dette, di legami che lasciano il segno e di quella parte di noi che non si vede ma guida ogni scelta. È il progetto più sincero che abbia mai fatto" commenta il cantautore sul nuovo disco.

Questa la tracklist:
1.Sottopelle
2.Vanità
3.Qualcosa di più
4.Medusa
5.Fidati di me
6.Libero
7.Nell’Ombra
8.Rosa Bordeaux
9.Sveglia i sensi
10.Non ci facciamo male
11.Ricordati di me (Bonus Track)

Prima della musica, Sebba costruisce una carriera sportiva di alto livello come portiere. È stato estremo difensore della Nazionale Italiana di Beach Soccer, con presenze nelle principali competizioni internazionali, e ha militato nel Napoli Beach Soccer, una delle realtà più titolate del panorama italiano. Parallelamente ha giocato anche a calcio a 11, sviluppando una mentalità competitiva e una forte disciplina personale che oggi trasferisce nel suo percorso artistico.
Come musicista, Sebba lavora al proprio progetto da oltre 5 anni. Inizia come cantante e autore, avvicinandosi progressivamente anche alla produzione, con l’obiettivo di avere un controllo diretto sul suono e sull’identità del progetto. La sua musica nasce da un’esigenza espressiva intima e si muove tra pop elettronico, R&B e cantautorato.
Le sue principali reference includono il pop internazionale contemporaneo di The Weeknd, l’elettronica emotiva dei Depeche Mode e il cantautorato italiano anni ’70–’80, rielaborati in una chiave moderna, sensuale e notturna. Lavora principalmente sulla voce ed è coinvolto negli arrangiamenti, collaborando con produttori e figure creative per la finalizzazione musicale e visiva.
Tra i brani più rappresentativi della sua discografia figurano "Qualcosa di più", "Libero", "Vanità", che sintetizzano il cuore del progetto: relazioni sbilanciate, desiderio, dipendenza emotiva e ricerca di lucidità.
Attorno al progetto ruota un team creativo composto da produttori e figure dedicate all’estetica e all’immagine, con cui Sebba costruisce una visione coerente tra suono, testi e identità visiva.
Il suo target musicale è prevalentemente nella fascia 18–35 anni, senza una distinzione netta di genere, e intercetta ascoltatori sensibili a una scrittura emotiva diretta, a sonorità pop contemporanee e a un immaginario elegante e riconoscibile.
Con la sua musica Sebba punta a raccontare la fragilità emotiva, il bisogno di contatto, il conflitto tra istinto e controllo, trasformando esperienze personali in canzoni che mettono a nudo ciò che spesso resta non detto.
"Sottopelle" è il nuovo singolo di Sebba in rotazione radiofonica dal 20 febbraio, estratto dall’omonimo album d’esordio già disponibile in digitale dal 13 febbraio 2026.



Tackat, il nuovo singolo 'Younipol City' da venerdì 20 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica


Novità nel panorama musicale nazionale: da venerdì 20 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica "Younipol City" (Overdub Recordings), il nuovo singolo dei Tackat, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 febbraio.

"Younipol City" è un brano che racconta una città che cresce senza misura, consumando spazio e vita nel nome di un progresso vuoto. I riferimenti alla Morte Nera di Star Wars e al cortometraggio dei Monty Python diventano metafora di un modello che si espande inglobando tutto ciò che lo circonda.

Come un drone che sorvola il Fiera District, il brano osserva dall’alto l’avanzata di un capitalismo asfittico che non lascia spazio alla vita e al futuro, ma solo a se stesso. Alla fine, restano i palazzoni: monumenti di cemento, reperti di un’idea di sviluppo che ha smesso di interrogarsi sul proprio senso.

Spiega la band a proposito del brano: "Younipol City nasce prima del Covid e, come molti altri brani di questo disco, nasce da suoni filtrati e alterati per diventare qualcos'altro. Non abbiamo mai smesso di sperimentare con stili, suoni, passati e presenti. Siamo tornati ma in realtà non abbiamo mai smesso, amiamo fare musica perché ci dà un piacere di calore analogico. Sono 30 anni che abbiamo smesso di cercare di fare le rockstar".

Per quel che riguarda Tack At, sta per "the artist commonly known as technogod". Nel 1990 Technogod esordisce con l’EP "Cola Wars", pubblicato dalla label inglese Nation Records, guidata da Aki Nawaz. Quest'ultimo dopo aver avuto un incubo ascoltando la band, decide di contattarli: un episodio che diventa quasi mitologico e che segna l’inizio di una relazione importante.
L’esordio colpisce subito la scena inglese e inserisce Technogod in quel contesto post–acid house che include realtà come Pop Will Eat Itself e Jesus Jones. Personaggi chiave come John Peel, Andy Weatherall e Dave Angel programmano il disco nelle loro trasmissioni radiofoniche e nei DJ set. Segue una breve tournée londinese.
Nel 1993 la band registra il primo album, "Hemo Glow Ball", per Contempo Records (Firenze), con la coproduzione di Roli Mosimann, già noto per il lavoro con Young Gods e The The. Il disco fonde elettronica, rock e rap in una forma personale e non allineata, suscitando interesse in tutta Europa e portando la band in tournée come supporto ai Consolidated di San Francisco.
Negli anni successivi Technogod apre concerti per Meat Beat Manifesto in Francia e segue gli Young Gods nel tour italiano. Dopo il fallimento di Contempo e una serie di problemi legali, il progetto reagisce invece di fermarsi: nasce il collettivo Alieni della Lost Legion, attraverso cui vengono prodotti lavori più elettronici e ambient come Ohmega Tribe e B9D-Vine, pubblicati sia in Europa che negli Stati Uniti.
Parallelamente arrivano collaborazioni, remix e commissioni: Casino Royale, Bluvertigo, La Crus, Mau Mau, Young Gods, oltre a jingle pubblicitari per brand come Ceres e Volkswagen.
Nel 2006 esce "2000 Below Zero", un album denso, complesso, saturo di idee e suoni. Pubblicato in Italia da Vox Pop / BMG, ottiene licenze per Francia, Germania, Austria e Svizzera. Seguono nuovi concerti e tournée, con band come Papa Brittle, Young Gods, Napalm Death e Asian Dub Foundation. Nel 1998, però, la band entra in una fase di pausa e rimodulazione, con l’uscita di alcuni membri fondatori.
Il progetto non scompare, rimane in sordina ma continua a mutare. Tra il 2001 e il 2002 y:dk realizza "Undo", seguito da diversi side project: ">>" (2000), "Labiale" (2004) e "Ramsazzizz" (2008).
Nel 2009 Technogod torna con "Pain Trtn Ment (l’intrattenimento del dolore)", un lavoro che mantiene vivo lo spirito ironico, sarcastico e rabbioso del progetto, miscelato a sonorità rock-funk ed elettroniche.
Il 2011 segna una trasformazione identitaria: con il quinto album "Whelm", Technogod diventa Tack At. Un cambio di nome che non è una rottura ma una sintesi: the artist commonly known as Technogod.
Tack At è secco, tagliente, snello, agile. Segue il mini-LP "Re)sound EP", raccolta di remix e reinterpretazioni di brani da "Whelm", con contributi di Bologna Violenta, Lorenzo Montanà (Tying Tiffany), His Clancyness, Stato Sociale e Perturbazione.
Nel 2017 Loz e y:dk collaborano con Jean Lux Boka e Fredbo (cofondatore originale dei Technogod) per "Dusting the Plants", secondo album del progetto darkbeat Armoteque.
Dopo un lungo periodo di gestazione, influenzato dalle dissonanze della realtà contemporanea, nasce il nuovo disco "Nausea", pubblicato da Overdub Recordings di prossima uscita.
"Younipol City" è il nuovo singolo dei Tackat pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 20 febbraio 2026.

giovedì 19 febbraio 2026

Sony Group sviluppa un sistema per individuare le fonti nei brani generati con IA


Il gruppo giapponese ha messo a punto una tecnologia capace di analizzare le composizioni musicali create con l’intelligenza artificiale e risalire alle opere utilizzate durante l’addestramento dei modelli. Il sistema, sviluppato dalla divisione Sony AI, non si limita a identificare somiglianze generiche: mira a quantificare con precisione il contributo riconducibile a specifici autori o cataloghi.

Attraverso l’analisi comparativa dei dati sonori, la piattaforma è in grado di stimare il peso delle influenze presenti in una traccia sintetica — per esempio attribuendo una percentuale di somiglianza a repertori come quelli dei The Beatles o dei Queen — fornendo così una base oggettiva per la redistribuzione dei proventi secondo i diritti d’autore.

Il funzionamento prevede due modalità operative. In presenza di accordi di collaborazione, la tecnologia può integrarsi direttamente con i sistemi degli sviluppatori dei modelli generativi. In assenza di cooperazione, il software analizza autonomamente l’output dell’IA confrontandolo con il repertorio musicale esistente per stimare l’incidenza delle opere originali.

L’iniziativa si inserisce in un contesto normativo — particolarmente rilevante in Giappone — che tutela sia i diritti d’autore di compositori ed editori, sia i diritti connessi di interpreti e produttori. Con un portafoglio che include importanti etichette discografiche e asset storici come parte del catalogo di Michael Jackson, Sony punta a definire un modello strutturato di royalties applicabile anche alle produzioni musicali generate dall’intelligenza artificiale.