giovedì 24 settembre 2020

Tijuca Quartet: uscito il nuovo disco dal titolo "Voltei pra casa"


Un nuovo sound gira in città. Esce per Hydra Music il nuovo disco dal titolo "Voltei pra casa" dei Tijuca Quartet. Il lavoro unico nel suo genere, in stile brazilian/jazz, vede dei suoi ideatori, artisti di livello internazionale. Testi e musica sono della jazzista Gerardina Tesauro, mentre gli arrangiamenti sono del pianista Marco De Gennaro. Altre personalità di rilievo come il contrabbassista Aldo Vigorito, il batterista Rocco Sagaria e la GUEST, il sassofonista Stefano Di Battista, hanno contribuito a rendere il disco un vero e proprio capolavoro che affonda le sue radici nella bella terra del Brasile. 

L’album è composto da sei tracce, tutte in portoghese, tranne Buonanotte Amor che è in italiano e di cui uscirà anche un videoclip con Hydra Music. A mo’ di subacqueo, Voltei pra casa è un’immersione e un’emersione: prima ci conduce nel profondo mare del nostro vissuto, delle nostre origini, della nostra storia e religione, poi ci fa tornare a galla con la consapevolezza che solo l’esperienza dell’interiorità può lasciare. In un viaggio mentale tra Italia e Brasile ci fa, appunto, tornare a casa, quella in ognuno di noi. 
Abbiamo avuto modo di intervistare Gerardina Tesauro, voce e autrice dei brani.

D. So che hai vissuto un periodo in Brasile. Quanto questa esperienza ha influenzato il tuo modo di approcciarti alla musica e in che misura ha, inoltre, influenzato la stesura dei testi?

R. Un periodo lungo dieci anni durante il quale avviene un processo di svuotamento, di preconcetti e abitudini per dare spazio ad una nuova versione di ciò che siamo. Ovviamente si trasforma anche il modo di approcciarsi alla musica e all’arte, perché cambia il linguaggio. Nel mio caso ha sicuramente rafforzato il voler andare oltre la bellezza, dando importanza al significato, ma ha anche arricchito il mio bagaglio di nuovi ritmi, sound, colori, misticheria, storia e profumi.

D. Come possiamo definire il tuo genere musicale? Jazz bossanova brazilian? 

R. Il mio è un genere Brazilian/Jazz dovuto anche, e soprattutto, alla fusione che avviene fra me e i musicisti. Il jazz ci dà la libertà dell’improvvisazione e di confluire nei vari generi bossa, reggae, drunk, samba.

D. Punta di diamante del disco “Buonanotte amor”: unica traccia in italiano e per cui girerai un videoclip sempre con Hydra Music. Perché per questo brano, rispetto agli altri, hai scelto la lingua italiana? Cosa racconta? 

R. Certo si può decidere "a tavolino" in che lingua scrivere un brano o il giro di accordi che deve avere, ma quando si parla di processo creativo è diverso, perché quello avviene inconsciamente e l’inconscio non avvisa e non chiede permessi. Spesso accade di svegliarsi di notte ed avere l’impulso di trasferire su carta quello che vividamente abbiamo visto ad occhi chiusi. Buonanotte amor è stato ‘partorito’ in auto mentre ero diretta alle prove di teatro, quando ferma nel solito traffico delle 18:30 di una serata umida e malinconica, ho cominciato a cantare senza averne l’intenzione. Subito ho capito che non stavo canticchiando il solito motivetto che sarebbe poi finito nel dimenticatoio, e proprio per evitare di dimenticare, ho preso il cellulare per registrarlo! Il brano parla di amore e saudade, l’amore per una persona, per la vita, per la natura, per il proprio lavoro o per il potere. È un concetto universale che accomuna tutti, genera energia e passione, capace di smuovere le cosa e far andare avanti il mondo. Ho scelto questo brano per il videoclip proprio per dare la possibilità a chiunque di immedesimarsi e vedere il proprio amore attraverso il mio, premurandoci di averne innanzitutto per noi stessi.

D. Quali sono le tematiche più ricorrenti in “Voltei pra casa”?

R. Voltei Pra casa è chiaramente un’evoluzione artistica importante, quella che non interpreta, ma racconta in prima persona. Le tematiche variano dal sociale al personale: vi racconto le favelas di Rio De Janerio e, magari, del contatto perso e ritrovato con la parte più profonda di me stessa.

D. A fronte dei tuoi anni di esperienza: come l’arte influenza la tua vita e come la tua vita influenza l’arte?

R. L’arte non ha influenzato la mia vita, essendo essa la rappresentazione della vita stessa, mi ha sicuramente insegnato a guardare ogni cosa da più punti di vista. La vita di un artista è fatta di rinunce e responsabilità, se ci si pone l’obbiettivo di dare messaggi utili alla comprensione del proprio io.

D. Il jazz: ci restituisci un’immagine contemporanea di questo genere musicale? Come si affaccia oggi al mondo e come è recepito dal pubblico?

R. Il Jazz è un genere colto di nicchia, lo è sempre stato, e probabilmente lo sarà sempre di più a causa dell’informazione mediatica che, purtroppo, propone degli stampi più commerciali e di massa. Ad ascoltarlo sono, infatti, per lo più gli “addetti ai lavori” musicisti, insegnati, che oltre alla bellezza ne colgono l’espressione evolutiva in termini di musica, di libertà ed emancipazione.

D. Diversi artisti di fama internazionale, come il sassofonista Stefano di Battista, hanno collaborato per la realizzazione di questo disco. Com’è nata questa sinergia?

R. La grandezza delle guest, in questo caso di Stefano Di Battista, sta proprio nel saper trovare quel punto d’incontro all’istante. Come quando delle stelle appaiono e danno luce, l'alchimia si genera nel susseguirsi di ricordi e piccoli aneddoti, resi in musica e poesia.

D. Cosa ti aspetti da questo disco?

R. Per me è un punto dal quale ripartire per un nuovo domani, per il futuro che mi auguro sia ancora più ricco di storie da vivere e raccontarvi. Mi aspetto l’opportunità di calcare i palchi, dove mi sento a casa, felice e lontana dalle mie paure.

3 commenti:

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