sabato 13 aprile 2019

Il Canzoniere: "...E la luna bussò" di Loredana Berté

Il Canzoniere oggi propone il brano "...E la luna bussò" cantato da Loredana Berté.
"..E la luna bussò" è uno dei brani più noti del repertorio di Loredana Bertè, pubblicato nell'estate del 1979 per anticipare l'uscita dell'album Bandabertè. Per quel che riguarda la canzone, fu composta da Mario Lavezzi con testo di Oscar Avogadro e Daniele Pace; lo stesso Lavezzi ne firmò l'arrangiamento a quattro mani con Anthony Rutherford Mimms e lo produsse. Riuscì ad entrare in classifica anche in Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Germania e Sud America, diventando negli anni il più notevole successo commerciale dell'artista, dopo il 45 giri Non sono una signora. La canzone si rivelò uno dei maggiori successi dell'estate del 1979: anche se non guadagnò il primo posto in classifica, aiutò l'album Bandabertè, il quarto della cantante calabrese, a salire in classifica, e la cantante a guadagnarsi una certa credibilità "live" con il gruppo chiamato, appunto, Bandabertè.

...E LA LUNA BUSSO' (Loredana Berté)

E la luna bussò alle porte del buio 
"Fammi entrare", lui rispose di no! 
E la luna bussò dove c'era il silenzio 
ma una voce sguaiata disse 
"Non è più tempo" 
quindi spalancò le finestre del vento 
e se ne andò a cercare un po' più in là 
qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po' 
per un altro no, per un altro no 
che le disse il mare, che le disse il mare.

E la luna bussò su due occhiali da sole 
quello sguardo non si accorse di lei 
ed allora provò ad un party in piscina 
senza invito non entra nemmeno la luna 
quindi rotolò su champagne e caviale e se ne andò 
a cercare un po' più in là qualche cosa da fare 
dopo avere pianto un po' per un altro no, 
per un altro no di un cameriere.

E allora giù quasi per caso 
più vicino ai marciapiedi 
dove è vero quel che vedi 
e allora giù senza bussare 
tra le ciglia di un bambino 
per potersi addormentare 
e allora giù fra stracci e amore 
dove è un lusso la fortuna 
c'è bisogno della luna 
e allora giù giù giù-uh-uh 
(uh uh uh uh uh uh).

E allora giù 
quasi per caso 
più vicino ai marciapiedi 
dove è vero quel che vedi.
E allora giù senza bussare
tra le ciglia di un bambino 
per potersi addormentare 
e allora giù fra stracci e amore 
dove è un lusso la fortuna
c'è bisogno della luna 
e allora giù giù giù-uh-uh 
(uh uh uh uh uh uh). 

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