sabato 13 ottobre 2012

Ilenia Volpe: "Canto la mia rivoluzione"

di Marco Masciopinto. Il ricordo che porterà sempre con se è il tempo trascorso insieme al suo papà quando sul divano di casa, con la sua chitarra, le suonava i grandi successi storici, dai Beatles ai Rolling Stones, per poi passare al cantautorato italiano di Modugno.

Adesso che è diventata una donna, è seduta sul divano ma è lei a cantare al padre le sue canzoni, la sua musica, le sue emozioni.

Questo primo disco è in gran parte dedicato all’uomo da cui lei ha ereditato la
passione per la musica. Esplosioni di rabbia, violenza e dolcezza, sono racchiuse nelle undici tracce del suo primo progetto musicale ‘Radical Chic un cazzo’ il nuovo lavoro della cantautrice romana Ilenia Volpe, classe 79, distribuito dalla Disco Dada Records e prodotto dal chitarrista Giorgio Canali.

Cresciuta a pane e musica la giovane rocker con questo primo disco, si conferma la vera rivoluzione punk femminile del 2012. Animo duro e ribelle, la si può accostare alla Patti Smith ‘italiana’, incazzata e diretta che canta la sua rabbia e il suo disagio come nel primo pezzo estratto ‘La mia professoressa di italiano’, un brano dal testo banale ma da un sound che spacca.

Per la cantautrice rock questo esordio discografico è una vera rinascita, una nuova sfida, una nuova battaglia da vincere.
‘Radical chic un cazzo’ è la personale rivoluzione musicale di un’artista che vuole
dare una svolta netta al rock italiano.

Ciao Ilenia, ci parli del tuo incontro con la musica?I.V: ‘La musica è stata sempre presente nella mia vita, come il cielo e il mare.
Nessun incontro, solo una condivisione quotidiana’.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il tuo percorso artistico?I.V: ‘Assolutamente mio padre, da lui ho ereditato la passione per la musica’.
Sono nata è cresciuta in un ambiente dove la musica era fondamentale’.

‘Radical Chic’ è il tuo primo album: ci racconti della scelta della tracklist e
del titolo del disco?

I.V: ‘Il titolo del disco è stato scelto dal mio chitarrista Giorgio Canali, come anche
la tracklist del disco. Nel titolo dell’album volevo una parolaccia, tutto qua. Sono soddisfatta del risultato ottenuto e di aver collaborato con un grande musicista come Giorgio’.


Il primo singolo estratto dal disco è ‘La mia Professoressa di Italiano, un brano forte e d’impatto...
I.V: ‘Si, il testo di questo brano è l’unico su cui ho seguito una ‘ricerca’ personale,
ispirandomi alle scritture di Roddy Doyle. Mi piace l’idea che venga considerato un pezzo stupido ed infantile: esattamente ciò che volevo comunicasse’.

Com’è il tuo rapporto con le persone che ascoltano la tua musica?I.V: ‘Ho molte persone che apprezzano ciò che faccio e con cui mi piace parlare e bere qualcosa insieme’.

Con i social network, invece?I.V: ‘I social network sono importanti ed utili, se usati nella maniera giusta’.

Quali sono le sensazioni che provi quando componi un brano e quando lo canti davanti al tuo pubblico?
I.V: ‘Quando compongo ho sempre mal di testa e sono concentrata su quello che sto realizzando, invece quando suono dal vivo urlo e mi scateno’.

I tuoi progetti futuri?I.V: ‘Sinceramente ho una voglia matta di andare al mare ma non ti nascondo che sto pensando già al secondo album anche se per ora voglio concentrarmi sui prossimi live in giro per l’Italia. Spero di poter suonare il più possibile’.

‘Perchè le rivoluzioni amano urlare a bassa voce’

(ILENIA VOLPE).
TRACKLIST: ‘RADICAL CHIC UN CAZZO’
1: Gli incubi di un tubetto di crema arancione
2: La mia professoressa di italiano
3: Mondo indistruttibile
4: Indicazioni per il centro commerciale
5: Prendendo un caffè con Mozart
6: Direzioni diverse
7: La crocifinzione
8: Le nostre vergogne
9: Il giorno della neve
10: Fiction
11: Preghiera

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