BRINDISI - Un libro su quello che le canzoni lasciano dentro. Giovedì 30 aprile, alle 18.30, nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, appuntamento con la presentazione di "45 giri di poesia", il libro di Gianluigi Cosi, inserita nel programma della Giornata Internazionale del Jazz. Con l’autore dialogherà la giornalista e consigliera di amministrazione di Puglia Culture, Maddalena Tulanti. Ospiti dell’incontro, il giornalista e conduttore radiofonico Domenico Saponaro e lo scrittore e produttore Pino Romanelli. Durante l’incontro, Cosi proporrà alcuni pezzi dal vivo accompagnato alla chitarra da Fabio Masi. L’ingresso è libero. L’incontro è preceduto da una mostra di libri e vinili, sempre nel foyer, con inizio alle 17.
"45 giri di poesia" è un libro che nasce dalla canzone d’autore italiana. Cosi prende brani noti, li ascolta e li trasforma in testi autonomi, brevi, leggibili, costruiti su una lingua piana. Il risultato è il loro proseguimento in un altro spazio: quello dei ricordi, delle immagini quotidiane, di un sentimento che torna sulla pelle attraverso parole nuove. Non a caso tra parentesi si riconoscono nomi come Gaber, Battisti, Gaetano, Dalla, De Gregori, Battiato o De André: autori diversi per scrittura, ma uniti da una forte impronta di parola. Cosi si colloca lì, in quella tradizione, cercando di ricavarne una lingua sua. Già in premessa l’autore parla di un "atto d’amore verso il cantautorato italiano", un viaggio musicale dentro parole ed emozioni.
Gianluigi Cosi restituisce sulla pagina ciò che quelle canzoni gli hanno lasciato dentro. Per questo i testi si affidano a immagini semplici e vere: il mare, il vento, la notte, una stanza, una strada, una città, una spiaggia, un’attesa. Una poesia che cerca un contatto diretto con chi legge. È questa la qualità più netta del libro: quando trova la misura giusta, arriva subito. Non a caso, uno dei temi è la persistenza della memoria, quella che passa dagli oggetti, dai dettagli minimi. In "Musicassette", per esempio, l’idea è molto chiara: la musica è archivio di vita. Quelle cassette, nominate una a una come un piccolo inventario domestico, hanno valore più per ciò che conservano della vita che per il loro aspetto materiale.
C’è poi tutta la zona del sentimento, che nel libro è dominante seppure mai enfatica. L’amore, qui, prende nome attraverso attese, ritorni, mancanze, fili di nostalgia, esitazioni, piccoli oggetti, strade percorse insieme o da soli. «Le nostre piccole cose, / le nostre attese, / le nostre noie che fanno grande / la nostra storia», mette a fuoco il centro umano del libro senza cedere ad alcuna idealizzazione, restituendo al legame il suo spessore più personale. Anche quando entra nella perdita, la scrittura resta controllata e non alza artificialmente il tono. Anche la malinconia è spesso asciutta e si rivela in un’immagine semplice. Molte poesie sembrano nascere come appunti emotivi, come blocchi di voce messi sulla pagina senza mediazioni. Da un lato questo comporta qualche irregolarità; dall’altro dà al libro una sua temperatura vera, non trattata, diretta.
Nelle pagine finali, questa continuità tra poesia e forma musicale diventa ancora più spiccata. Ed è forse il modo migliore per capire l’intero progetto: "45 giri di poesia" mostra come canzone e poesia possano toccarsi nella pratica di un autore che ascolta, ricorda e riscrive. La canzone, per sua natura, passa, scorre, si consuma nell’ascolto. La poesia prova invece a fermare qualcosa, a trattenere un segno. Il libro di Cosi respira in questo spazio, nello scarto tra il tempo della musica e il tempo della parola.
Il suo merito sta nell’aver scelto una strada nitida, senza effetti di prestigio. Un libro accessibile, affettivo, semplice. Soprattutto, è un libro coerente. Sa da dove viene, sa a cosa guarda, sa quale tono vuole tenere. In un campo dove spesso si eccede in letterarietà o, al contrario, in immediatezza scontata, Cosi trova una misura credibile. Per questo la presentazione al Verdi è l’occasione per entrare in un lavoro che prende sul serio la memoria musicale italiana e prova a trasformarla in una lingua personale, diretta, comprensibile a tutti.


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