MILANO - Riflessioni sul ruolo delle donne, ricordi personali e aneddoti di vita e carriera: sono alcuni dei temi affrontati dalla celebre soprano e attrice Katia Ricciarelli, intervenuta a margine della sesta edizione della Biennale Milano Art Expo, in programma fino al 24 marzo presso Palazzo Stampa di Soncino. Parlando della propria esperienza, Ricciarelli ha sottolineato le difficoltà legate all’essere donna: "Con il mio carattere, non mi sono mai mossa di una virgola". Un’impronta forte, ereditata dalla madre: "Era una donna straordinaria, fortissima. Eravamo quattro donne in casa e, non essendoci un uomo, venivamo guardate con pregiudizio". Un passato che, tuttavia, non ha mai condizionato il percorso artistico: "Quando lavoro voglio arrivare fino in fondo. Non penso alla mia infanzia, anzi ne sono orgogliosa. Ho fatto quello che volevo fare e ci sono riuscita. L’unica cosa che non ho avuto è stata un figlio". Ricciarelli ha poi evidenziato il rapporto tra donne e determinazione: "Sono assolutamente per le donne e per la loro salvezza, ma devono essere anche molto forti". Parlando di sé, ha aggiunto: "Sono una donna forte, ma anche un’eterna bambina, romantica".
Sul palco, ha ribadito, non c’è spazio per insicurezze: "Una cantante ha uno strumento incorporato. Se non sei sicura di te stessa, la voce ne risente". Ricciarelli ha inoltre ricordato un aneddoto legato agli inizi della sua carriera: "Ero al conservatorio di Milano, dove avevo vinto il concorso intitolato a Verdi, e mi ricorderò sempre mia madre che, quando parlarono di me come 'nuova Callas', si arrabbiò molto e disse ‘No, è semplicemente mia figlia, non è nessun altro’". Guardando alla carriera internazionale, la soprano ha infine citato i Paesi che più l’hanno segnata: "Ho amato molto esibirmi in Inghilterra, Francia, Austria e Germania ma anche in America". Sul rapporto con l’ex marito, Pippo Baudo, la soprano ha sottolineato: "Amava molto la musica, suonava il pianoforte e si divertiva ad accompagnarmi. Era un grande melomane e mi ha sempre sostenuta, seguendomi nei miei impegni anche all’estero. In questo eravamo in sintonia".
In conclusione, il curatore Salvo Nugnes ha definito l’edizione molto positiva, avendo registrato "un grande afflusso di pubblico. Abbiamo ospitato numerose artiste, curatrici e protagoniste del mondo creativo, raccogliendo storie, esperienze e punti di vista diversi. Dalla lirica allo spettacolo, dal teatro al cinema, l’obiettivo era raccontare la loro forza, la sensibilità e la capacità di trasformare la realtà con la propria visione. Attraverso le opere esposte, abbiamo offerto al pubblico un vero e proprio viaggio nell’universo femminile, tra creatività, determinazione e bellezza".
Appuntamento fino al 24 Marzo con la sesta edizione di Biennale Milano Art Expo presso Palazzo Stampa di Soncino che per l’occasione si è trasformato in un hub internazionale dell’arte contemporanea. Protagonisti 287 artisti provenienti da oltre 60 Paesi e 349 opere tra pittura, scultura, fotografia, poesia e videoarte, l’edizione 2026 celebra l’universo femminile, offrendo uno sguardo originale e multidisciplinare sulla creatività e la sensibilità della donna nella società contemporanea.


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