Dalla ricerca Eumetra: il 35,8% aspetta le nuove canzoni, il 29,4% la serata cover; il FantaSanremo è motivo di attesa per il 20,9% tra i 18-34enni
MILANO – Il Festival di Sanremo si conferma molto più di uno show televisivo: è il grande rito pop nazionale che, anno dopo anno, riesce a catalizzare attenzione, conversazioni e titoli. L’analisi prodotta da Eumetra - istituto di ricerca e insight generation in ambito sociale, marketing e comunicazione - sulla 76ª edizione della kermesse parte con un dato che parla chiaro: oltre 6 italiani su 10 dichiarano che seguiranno almeno una serata. E l’onda lunga della rassegna canora è ancora più ampia, perché complessivamente il 78,3% degli intervistati afferma che seguirà il Festival o che comunque ne sentirà parlare. Solo il 21,7% si dichiara totalmente disinteressato
"Sanremo continua a essere un potente aggregatore sociale e mediatico: non è solo uno spettacolo televisivo, ma un evento capace di entrare nelle conversazioni quotidiane, di attivare i social e di generare notizie per giorni" commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra "Il dato del 78,3% di italiani coinvolti dimostra come il Festival riesca ancora a parlare a pubblici diversi, combinando tradizione e contemporaneità in modo unico nel panorama italiano".
Il coinvolgimento è trasversale ma tutt’altro che superficiale. Il 20% degli italiani non perde mai una serata, mentre il 22,8% sceglie di seguirne solo alcune. C’è poi un 4,4% che si concentra esclusivamente sulla finale e un 13,9% che intercetta i momenti clou, tra televisione e social. Numeri che raccontano un evento capace di occupare per una settimana l’agenda mediatica del Paese, generando un flusso continuo di commenti, meme, polemiche e discussioni.
Ma cosa rappresenta oggi Sanremo per gli italiani? Per un italiano su 4 è prima di tutto una tradizione a cui si è affezionati, un appuntamento identitario che scandisce il calendario collettivo. Per il 20,1% è un acceleratore di conversazione pubblica, una macchina narrativa che mette in circolo temi, opinioni e dibattiti. Il 18,9% lo vive come grande spettacolo di intrattenimento, mentre il 14,8% lo considera un momento di condivisione con famiglia e amici. Non manca una lettura più culturale: il 14,5% lo vede come fenomeno che va oltre la musica e il 14,6% come occasione per scoprire nuovi brani e nuovi artisti. Per il 4,6%, infine, il Festival è anche una piattaforma capace di accendere i riflettori su temi sociali e culturali urgenti.
Se la dimensione simbolica resta fortissima, al centro dell’attesa ci sono soprattutto le canzoni. Il 35,8% del pubblico aspetta le nuove proposte in gara, vero cuore pulsante della manifestazione, mentre il 29,4% guarda con particolare interesse alla serata delle cover. La finale concentra l’attenzione del 16,5% di chi seguirà il Festival, pronta a trasformarsi come ogni anno in un vero e proprio evento nell’evento. Tra i fenomeni più pop e mediatici si conferma il FantaSanremo, indicato dal 12,9% come elemento di maggiore attesa, dato che cresce fino al 20,9% tra i 18-34enni, segno di un coinvolgimento sempre più spinto delle generazioni più giovani.
Sanremo, però, non vive solo di musica. Il 17,7% attende gli ospiti italiani e internazionali, mentre il 13,2% guarda già ai look di cantanti, conduttori e ospiti, consapevole che abiti e scelte di stile diventeranno materia prima per gallery, pagelle e trend topic. Anche l’atmosfera del Teatro Ariston mantiene un suo fascino distintivo, citato dal 10% degli spettatori.
La dimensione digitale è ormai parte integrante del racconto. L’8% del pubblico del Festival dichiara che commenterà e condividerà l’evento sui social, mentre il 4,9% seguirà approfondimenti attraverso podcast, speciali radio e contenuti dedicati. Il Festival si conferma così una piattaforma multi-mediale capace di generare notiziabilità in tempo reale, alimentando un ciclo continuo tra palco, televisione, web e stampa.
I numeri della ricerca Eumetra fotografano un dato di fatto: Sanremo non è solo un programma, è un fenomeno culturale che attraversa generazioni, linguaggi e media diversi. Per una settimana diventa il centro della conversazione nazionale, un acceleratore di costume e immaginario collettivo che continua, a 76 edizioni dalla prima, a reinventarsi restando profondamente pop.

0 Commenti