domenica 24 maggio 2020

Iravox presenta il nuovo singolo 'Gocce di speranza'



MILANO - I cantautori Lorena Asaro, in arte Iravox, Alessandro De Simone e il produttore Danilo Bajocchi si uniscono per dare vita al singolo GOCCE DI SPERANZA, nato durante i giorni di emergenza COVID-19, con l'intento di portare a tutti un accorato messaggio di solidarietà, unione e ripartenza.

GOCCE DI SPERANZA emoziona gli ascoltatori anche grazie al sorprendente connubio vocale di Iravox e De Simone, che avevano già collaborato e realizzato il singolo "SENZA LIMITE" con l'iconica Viola Valentino, singolo prodotto ed arrangiato da Danilo Bajocchi che è anche co-autore e arrangiatore di "GOCCE DI SPERANZA".



Ciao, “Gocce di speranza” è il tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta e come nasce?
L’idea di pubblicare “Gocce di speranza” e realizzare un videoclip contenente immagini di desolazione ma anche di persone con cartelli carichi di speranza nasce durante il lockdown mondiale di marzo e aprile. Dopo i vari flash-mob che si sono susseguiti in tutto il mondo, il co-autore del brano, Alessandro De Simone, si è fatto notare da un quartiere intero di Milano e dalla stampa per aver organizzato dal suo balcone un bellissimo concerto acustico microfonato che è riuscito ad arrivare e toccare il cuore di moltissime persone, ottenendo il plauso generale.

Da lì, l’idea che “Gocce di speranza”, incisa da noi due anni prima, fosse la canzone perfetta per parlare a tutti, attraverso la quale lanciare il nostro grido dalle case nelle quali eravamo chiusi. LONTANI MA VICINI. Il suo testo sembrava proprio scritto per l’occasione: GOCCE DI VIOLENZA, le goccioline del virus, GOCCE DI SPERANZA, noi che cantiamo dai balconi, GOCCE DI COSCIENZA, i vari medici, infermieri, militari e tutti coloro che lottano in prima linea contro questa calamità, GOCCE DI PURA ESSENZA, i bimbi e le persone che da tutto il mondo ci hanno inviato i loro video con i cartelli di speranza in mano. Insomma, tutto quadrava, come se la canzone fosse una vera e propria profezia. Il karma di “Gocce di speranza” evidentemente era proprio questo, uscire, parlare a migliaia di cuori, portare il suo messaggio di solidarietà e unire persone lontane in un unico abbraccio di speranza universale.

Farà parte di un album?
Sicuramente “Gocce di speranza” sarà inclusa nell’album “Controluce - The Singles collection”, raccolta di tutti i singoli del progetto Iravox, dal 2014 ad oggi, la cui uscita era prevista per questa primavera 2020 ma che slitterà al prossimo autunno.


Come nasce questo duetto?
“Gocce di speranza” nasce da una stima profonda e dal proficuo incontro artistico con Alessandro De Simone e Danilo Bajocchi all’UltraSuoni Studio di Milano.

Un fortunato giorno di due anni e mezzo fa, il cantautore Alessandro De Simone ha fatto ascoltare, chitarra e voce, a me e al nostro produttore artistico Danilo Bajocchi questo meraviglioso brano e ce ne siamo innamorati immediatamente, sin dalla prima strofa.

“Gocce di speranza” era magica, arrivava direttamente all’anima e ti parlava con dolcezza, usando parole forti. Ricordo di essermi commossa e di aver pianto quel primo giorno di ascolto e poi ho continuato a piangere anche in studio d’incisione, mentre la interpretavo. E’ sicuramente uno dei brani che più mi ha scosso in assoluto e ho voluto partecipare alla sua realizzazione, anche se, essendo cantautrice, di solito incido e pubblico solo brani da me composti. La canzone è rimasta in archivio, attendendo il momento giusto per palesarsi e, come già accennato prima, il periodo di lockdown mondiale era perfetto. Alessandro De Simone, che è anche il co-autore di “Senza limite”, il mio duetto con Viola Valentino, oltre ad essere un sensibile autore e compositore è anche un interprete eccezionale, dotato di una voce graffiante, intensa e potentissima, davvero molto originale.

Insieme abbiamo cantato innumerevoli volte e ci siamo anche esibiti dal vivo insieme. Incidere un singolo a due voci è sempre stato nei nostri pensieri. Ora l’abbiamo fatto e l’intreccio vocale che ne uscito è emozionante. I due timbri vocali si amalgamano e compenetrano in un’alchimia che crea un effetto davvero sorprendente.

Doveste scegliere due artisti con i quali duettare (già ti ricordiamo con Viola Valentino), chi vorresti?
Per me sarebbe un sogno poter duettare con artisti che amo profondamente e da sempre… ce ne sono molti. Se devo sceglierne solo due direi Morgan e Antonella Ruggero, che ho amato alla follia quando facevano parte dei Bluvertigo e dei Matia Bazar.

Puoi anticiparci qualcosa sul prossimo brano?
Il prossimo singolo sarà “Piccole Donne Remix”, scatenato, ispirato alle sonorità dei DJ trance olandesi. Piccole Donne avrà un vestito nuovo e un video-clip inedito, si spoglierà della camicia di forza, delle catene e dei cartelli di protesta per vestire i panni dell’ossessione morbosa per la propria immagine, l’ossessione per i social e i mass-media. Ecco palesata LA SOCIETA’ DEI VIP E DEI CLICK.

Studio o Live? Cosa preferisci e perché.
Adoro il lavoro in studio, adoro le infinite notti passate a scegliere il suono di un rullante, o meglio, i tre o quattro suoni che, combinati insieme, costituiranno il suono del rullante. Io ed il mio produttore artistico, arrangiatore e compositore, Danilo Bajocchi di UltraSuoni Studio, siamo maniaci di perfezione e siamo capaci di stare tre mesi su un arrangiamento. Nella realizzazione di un brano mettiamo una cura estrema delle sonorità e ricerchiamo l’equilibrio sonoro perfetto.

I live ci infiammavano molto tempo fa, poi tutto è cambiato, i locali hanno iniziato a dire “vi facciamo esibire se portate gente”, oppure “non c’è compenso, voi suonate e noi vi facciamo bere e mangiare gratis”, “sì, però dovete fare solo le cover, i pezzi inediti non interessano a nessuno”, decine di concorsi fatti, spendendo tantissimi soldi, nei quali vinceva sempre il raccomandato di turno e così hanno rovinato tutta la poesia dei live, sempre più difficili da trovare.

Questo mal-costume generalizzato, in parte, ha contribuito a distruggere i concerti. Ora basta pensare che chi suona, siccome ama ciò che fa e si diverte, non debba essere retribuito! La musica è anche un mestiere, altrimenti alcuni artisti non potrebbero permettersi il lusso di continuare a creare.



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