lunedì 1 luglio 2013

Jackson shock: 35 milioni per far tacere le piccole vittime

di Redazione - Michael Jackson pagò 35 milioni di dollari per comprare il silenzio di almeno una ventina di ragazzini da lui sottoposti ad abusi sessuali nell'arco di una quindicina d'anni: la rivelazione arriva dal settimanale britannico Sunday People, che sostiene di aver visto documenti segreti dell'Fbi con il dettaglio dei pagamenti alle vittime e ai loro genitori (documenti che però non entrarono come prove nel processo). I documenti affermano che gli abusi sessuali, iniziati nel 1989 a Neverland, il sontuoso ranch del cantante in California, si sarebbero poi protratti per tutti gli anni Novanta. Secondo le accuse, Michael Jackson amava restare in compagni adei bambini, guardare film pornografici con loro, toccarli e accarezzarli nelle parti intime. L'Fbi avrebbe conosciuto la verità già nel 2002, quando inizò a indagare su Anthony Pellicano, personaggio molto noto per essere considerato il detective delle star. Quando gli investigatori perquisirono il suo ufficio, trovarono molti documenti che riguardavano la popstar. E in questi fascicoli ci sarebbero le prove certe sulla presunta pedofilia di Michael Jackson. Però questi documenti non sono mai stati trasmessi ai pubblici ministeri che indagavano sul processo alla star. Se li avessero avuti, e li avessero trovati corrispondenti al vero, non avrebbero avuto alcun dubbio di poter vincere la causa e far quindi condannare Michael Jackson per il reato più infamante. Anche questa rivelazione, quindi, si inserisce nella misteriosa alchimia processuale che ha di fatto rovinato il Re del Pop pur senza portare a nulla di certo. Insomma, non c'è pace per lui e ormai sono trascorsi quasi vent'anni dal 19 novembre 2003 quando la polizia di Santa Barbara spiccò un mandato d'arresto per «ripetute molestie sessuali» nei confronti di un quattordicenne. Accuse di questo genere rivolte al cantante morto il 25 giugno 2009, erano già emerse 10 anni prima da parte di un ragazzo che aveva trascorso alcune notti a Neverland. Il processo arriva nel 2005, e si conclude con l'assoluzione della popstar da i 10 capi d'accusa. Qualche mese dopo la sua morte, Jordan Chandler, il bambino che lo aveva accusato di molestie sessuali, ritratta tutto e rivela che era stato suo padre a spingerlo a mentire per soldi. Inoltre il padre del ragazzo viene trovato senza vita dopo essersi sparato con una pistola in una camera d'albergo.

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